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pensione di inabilita' dipendenti pubblici

Pubblicato in Area giuridica il 11-12-2006

A decorrere dal 1° gennaio 1996, nei confronti di chi cessa dal servizio per inabilità assoluta e permanente a qualsiasi attività lavorativa, non dipendente da causa di servizio, è prevista l'erogazione di un trattamento di pensione calcolato sulla base dell'anzianità contributiva maturata aumentata di un ulteriore periodo compreso tra l' età alla cessazione ed il compimento dell'età pensionabile.

In ogni caso l'importo del trattamento di pensione non può superare né l'ottanta per cento della base pensionabile, né l'importo spettante nell'ipotesi d'inabilità dipendente da causa di servizio e, l'anzianità di servizio da computare non può superare il limite di 40 anni, previsto per legge.

Gli accertamenti sanitari sono di competenza delle Commissioni Mediche istituite presso gli Ospedali Militari.

Rimangono inalterate le prestazioni pensionistiche derivanti da causa di servizio.

Destinatari della prestazione

Sono destinatari della pensione di inabilità tutti i dipendenti pubblici iscritti all'INPDAP.

Requisiti per il conseguimento del diritto

La richiesta di concessione del trattamento di pensione d'inabilità richiede che l'iscritto, indipendentemente dall'età anagrafica, sia in possesso di cinque anni d'anzianità contributiva, di cui almeno tre maturati nell'ultimo quinquennio. La concessione del trattamento pensionistico è subordinata al riconoscimento dello "status" d'inabilità assoluta e permanente a svolgere qualsiasi attività lavorativa (dipendente ed autonoma).

A tal riguardo, è importante chiarire che la legge riconosce tale facoltà solo ed esclusivamente all'iscritto cessato dal servizio per infermità non dipendente da causa di servizio, mentre nessuna facoltà è, in tal senso, riconosciuta in favore dei superstiti del medesimo. La prestazione può assumere la connotazione di trattamento indiretto o reversibile solo nell'ipotesi in cui la richiesta di concessione di tale prestazione sia stata, a suo tempo, presentata dal pensionato ovvero dall'iscritto, successivamente deceduto. In tale caso gli organi competenti procederanno all'accertamento postumo dello stato d'inabilità e, in caso d'esito positivo, il relativo trattamento di reversibilità sarà liquidato tenendo conto del trattamento diretto percepito o a cui aveva diritto l'iscritto deceduto.

... da notare

nel sistema retributivo, ovvero per i soggetti che al 31.12.95 possono far valere un'anzianità contributiva di almeno 18 anni, l'anzianità maturata alla data di risoluzione del rapporto di lavoro viene incrementata del periodo mancante al limite d'età pensionabile, non superando il 40° anno di servizio. L'importo della pensione, così calcolato, non può comunque superare I'80% della base pensionabile, ovvero non può essere superiore al trattamento spettante nel caso in cui l'inabilità sia dipendente da causa di servizio (pensione privilegiata);

nel sistema contributivo o misto, l'anzianità posseduta alla data di risoluzione del rapporto di lavoro viene incrementata, secondo il sistema contributivo, del periodo mancante al 60° anno d'età, non superando il 40° anno di servizio. L' importo della pensione, così calcolato, non può comunque superare l' 80% della base pensionabile, ovvero non può essere superiore al trattamento spettante nel caso in cui l' inabilità sia dipendente da causa di servizio (pensione privilegiata).

Incompatibilità

Il trattamento pensionistico d'inabilità è incompatibile con lo svolgimento di qualsiasi attività di lavoro dipendente ed autonomo, sia in Italia che all'estero.

Decorrenza della prestazione

Il trattamento in esame decorre dalla data di collocamento a riposo, ovvero dal primo giorno del mese successivo alla data di presentazione della domanda, se inoltrata successivamente alla risoluzione del rapporto di lavoro ma entro 2 anni dalla dispensa dal servizio.

Come si ottiene la prestazione

Per ottenere questo tipo di prestazione è necessario inoltrare all'ente datore di lavoro la seguente documentazione:

domanda, in carta semplice, di concessione del trattamento pensionistico d'inabilità;

certificato medico rilasciato dal medico di base (ovvero medico di famiglia), attestante la permanente ed assoluta inabilità a svolgere qualsiasi attività lavorativa se cessato domanda all'INPDAP.

Durata della prestazione La prestazione, salvo eventuale revisione, è a carattere vitalizio.

PENSIONE D'INABILITA PER IL PERSONALE DEL COMPARTO

(ENTI LOCALI LEGGE 274/91)

La pensione diretta d'inabilità consiste nel trattamento di pensione erogato all'iscritto che, in possesso dei limiti minimi previsti dalla legge, sia cessato dal servizio perché divenuto inabile al lavoro.

Si distinguono due tipologie di cessazione dal servizio per inabilità:

inabilità assoluta e permanente a qualsiasi proficuo lavoro. Cessazione dal servizio per "inabilità assoluta e permanente a qualsiasi proficuo lavoro", comprovata da visita medico-collegiale sostenuta presso la speciale commissione medica dell'ASL;

inabilità assoluta e permanente alle mansioni svolte. Cessazione dal servizio per "inabilità assoluta e permanente alle mansioni svolte", comprovata da visita medico-collegiale sostenuta presso la speciale commissione medica dell'ASL.

Requisiti di anzianità contributiva per il conseguimento del diritto

L'iscritto che cessa dal servizio, per sopravvenuto stato d'inabilità al lavoro, consegue, indipendentemente dall'età anagrafica posseduta, il diritto al trattamento di pensione se in possesso di:

14 anni, 11 mesi e 16 giorni di servizio utile, per inabilità assoluta e permanente a qualsiasi proficuo lavoro;

19 anni, 11 mesi e 16 giorni di servizio utile, per inabilità assoluta e permanente alle mansioni svolte.

Adempimenti richiesti

Per ottenere questo tipo di prestazione si rende necessario allegare alla domanda di pensione la seguente documentazione:

- verbale di visita medico-collegiale attestante lo status "d'inabilità assoluta e permanente a qualsiasi proficuo lavoro" ovvero "d'inabilità alle mansioni svolte";

- delibera di collocamento a riposo per inabilità.

... da notare

La visita medico-collegiale deve essere richiesta entro il termine perentorio di un anno dalla cessazione nel caso di inabilità assoluta e permanente a qualsiasi proficuo lavoro ( Art. 7 L. 379/55 ) e di 3 anni in caso di inabilità assoluta e permanente alle mansioni svolte ( Artt. 32 e 33 R.D.L. 680/38 ).

Decorrenza della prestazione
Per le pensioni d'inabilità, l'erogazione del trattamento decorre dal giorno successivo alla dispensa dal servizio.
Come si ottiene la prestazione
Per i dipendenti pubblici iscritti alle Casse già gestite dagli ex Istituti di Previdenza (CPDEL, CPS, CPI, CPUG), ed attualmente amministrate dall'INPDAP, la prestazione di pensione si ottiene a domanda del soggetto interessato, da presentare senza limiti di tempo, alla Sede INPDAP competente per territorio. Si ricorda che, trascorsi dieci anni dal collocamento a riposo, i ratei di pensione non riscossi cadono in prescrizione.
Durata della prestazione
La prestazione è vitalizia e cessa, quindi, con la morte del pensionato.