Logo Assodelfini
Donazioni

Sostieni l'associazione

Clicca qui

Newsletter

Rimani informato

Clicca qui

Notiziario

Ultima edizione

Clicca qui

5 X 1000

Dai il tuo contributo

Clicca qui

Epatite C, dall'Oms semaforo verde ai test rapidi.

Pubblicato in News il 10-12-2016

Epatite C, dall'Oms semaforo verde ai test rapidi.

I risultati in 20 minuti, funziona in maniera simile a un kit di gravidanza

 

Roma, 6 dicembre 2016 - Novità nella lotta all’epatite C. Arriva il primo test a diagnosi rapida per il virus HCV, realizzato da un’azienda sudcoreana. I risultati in 20 minuti, funziona similmente a un kit di gravidanza. «Questo nuovo test è una buona notizia per tutte le persone in attesa di diagnosi e terapia», commenta Suzanne Hill, direttore Oms per i farmaci essenziali.

In tema di epatite C arriva una richiesta dal mondo delle onlus: eliminare le barriere di accesso, garantire la cura a tutti i malati, fermare l’esodo che porta tanti ad andare a curarsi all’estero. Lo chiedono all'Aifa, che determina le contrattazioni e la rimborsabilità dei farmaci antivirali per l'epatite C, e al Ministero della Salute, che si è impegnata a rilanciare il programma terapeutico, le associazioni dei pazienti Aned (Associazione Nazionale Emodializzati Dialisi e Trapianto), EpaC (Pazienti con epatite e malattie del fegato), FedEmo (Federazione Associazioni Emofilici), L’Isola di Arran (Associazione impegnata nella lotta all’emarginazione legata alla droga), Nadir (Pazienti con HIV) e Plus (Persone LGBT Sieropositive) unite nella Rete Senza la C.

Una indagine secondo la quale mezzo migliaio di italiani si sarebbero recati in India ad acquistare farmaci equivalenti contro il virus HCV «è successo - dice - ma molti non lo dichiarano. Stimiamo che oltre un migliaio di italiani siano andati all’estero ad acquistare antivirali equivalenti perché si sentono in un vicolo cieco, nessuno è in grado di poter dire quando saranno curati».

Particolarmente delicata la situazione dei tanti che hanno co-infezioni. In particolare, afferma il presidente di Nadir onlus, Filippo von Schloesser, «abbiamo 15mila persone con infezione da virus HIV e concomitante positività al virus HCV, di queste oltre due terzi con un grado di fibrosi al fegato per epatite C preoccupante, ma non hanno accesso ai nuovi farmaci. Riteniamo abbiano una necessità clinica urgente al trattamento».

Dalla mobilitazione dei pazienti arriva un segnale al centro del sistema sanitario, per tenere alto il livello di attenzione su questi temi visto che con l'arrivo di una nuova generazione di farmaci (elbasvir e grazoprevir la new entry) si sta innescando una dinamica, una salutare concorrenza tra case farmaceutiche, il prezzo dei trattamenti dovrebbe attestarsi su livelli di sostenibilità.

 

Fonte: Quotidiano.net