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Terza dose. Ok per tutti gli over 60 e i fragili. Ecco la nuova circolare del Ministero

Pubblicato in News il 14-10-2021

Pronta la nuova direttiva ministeriale anticipata oggi in conferenza stampa dal direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute. Rezza ha specificato che comunque, nonostante il parere favorevole di Ema, per il momento non si prevede che la terza dose sia estesa a tutta la popolazione over 18 “anche perché molti giovani sono stati vaccinati poco tempo fa e non hanno bisogno di una dose di richiamo”. LA CIRCOLARE.

"Alla luce delle ultime deliberazioni di EMA via libera alla terza dose (booster) di vaccino per i fragili di ogni età e per tutti gli over 60 sempre dopo almeno sei mesi dal completamento del ciclo primario di vaccinazione", è quanto prevede la nuova circolare del ministero della Salute diramata in serata.

Che il ministero stesse pensando a una nuova circolare lo aveva anticipato oggi pomeriggio in conferenza stampa lo stesso direttore generale della Prevenzione Gianni Rezza rispondendo a una domanda di Quotidiano Sanità sull'orientamento del Governo italiano rispetto alla terza dose di richiamo del vaccino anti Covid dopo il parere favorevole di Ema a somministrarla a tutta la popolazione over 18.

“L'orientamento in Italia - aveva detto Rezza - è quello di offrire il richiamo con la terza dose agli over-80 e alle persone nelle Rsa e agli operatori sanitari a partire da quelli over-60. Naturalmente è importante assicurare comunque questa possibilità a tutti i sanitari. È possibile che a breve venga emanata una nuova circolare che dia indicazioni più precise riguardo i pazienti iper-fragili e anche su come regolarci con le fasce di età ma non si pensa per il momento a un richiamo universale su tutta la popolazione, anche perché molti giovani sono stati vaccinati poco tempo fa e non hanno bisogno di una dose di richiamo”.

Rezza aveva poi toccato il tema dell’aumento dei casi nell’Est Europa. “In Romania e nell'Europa dell'est si sta assistendo ad un nuovo picco di infezioni in parte per la scarsa copertura vaccinale, e c'è una forte presenza mediatica di personaggi che mettono in dubbio l'efficacia dei vaccini. In Romania non c'è un problema di mancanza di vaccini ma di accettazione da parte popolazione. Se l'incidenza in Romania continuasse a mantenersi cosi elevata dovremmo valutare l'opportunità di prendere delle misure". 
Fonte: quotidianosanita.it